Il mio corpo che cambia
Ah, quanto vorrei che questo corpo non fosse così.
Lungi da me pensare in termini di "bello" e "brutto", o di "funzionale" (ad esempio ad uno sport) o "disabile" (o diversamente abile, che è tutto da vedere, magari uno è semplicemente sfigato con il fisico, ma anche non sa fare nient'altro). Tant'è.
Non vorrei che fosse così, punto. Non vorrei che avesse queste occhiaie, da controllare periodicamente manco fosse l'olio. O che avesse questi peli, che mi fanno sembrare così "in disordine" quando non li taglio, e forse peggio ancora quando cerco di farlo. Non vorrei che avesse tutte queste dita, comode per tante cose (suonare male la chitarra, scrivere male alla tastiera), ma scomode per molte altre (doverle scrocchiare troppo spesso davanti ad una collega che non lo sopporta, e senza nemmeno il gusto di farlo apposta perchè ti sta pure simpatica).
Limitazioni, freni, bisogni primari perditempo come mangiare. Dormire. Espletare resti liquidi e solidi. Amare.
Non che sia contrario al sesso, no, fortunatamente è una delle cose più belle che la creazione ci ha lasciato (e troppo spesso ci si dimentica di quanto presto bisogna smettere di farlo). Però... è comunque legato a questo corpo, a questo materiale così inesatto. Il piacere misto sudore, le grida stonate e fuori tempo, le smorfie del viso nel momento del piacere. La perdita di controllo.
Sono uno che vuole controllare tutto, io? Ma soprattutto ho il potere di controllare effettivamente qualcosa? E allora, lasciamo che l'inerzia che vive sulla fisica delle nostre cellule l'abbia vinta anche sull'impalpabilità dello spirito?
Spirito... come se davvero facesse ridere...
